Il vino Colle Inferno si presenta di colore rubino intenso con sfumature purpuree all’estremità del disco, roteando il nettare nel calice sviluppa una corona di medio spessore creando lacrime ampie e discesa contenuta con archetti fitti e regolari segnando il vetro con la sua concentrazione e consistenza.

Al primo naso subito ricco di profumi caldi di macchia mediterranea regalando un bouquet di viole e more con qualche lieve accenno smaltato su visciola e amarena, col passare del tempo, il ventaglio si apre ed emergono tocchi vegetali dominati dalleinvitanti note di frutta scura, ciliegie, prugne, sfumature lievemente tostate, grafite e speziatura appena accennata che s’intreccia ad un’ affascinante balsamicità e pregevole pulizia.

L’assaggio è sontuoso, sapido, con tannino in asse.

Le parti morbide, glicerina in primis, si contrappongono alle durezze rendendolo già rotondo ed avvolgente.

Ottima corrispondenza gusto-olfattiva di buona bevibilità e struttura tutt’altro che invadente. Chiusura non troppo lunga ma elegante, ritorni fruttati su scia sapida con ricordi balsamici.

Stato evolutivo pronto e già vicino all’armonia.

Perché Colle Inferno?

Il colle dove sorge ora il Convento di san Francesco era noto nel 1200 come Colle dell’Inferno (Collis Inferni). Qui si trovavano le forche per l’impiccagione dei condannati a morte, monito evidente per i comuni delinquenti ed i nemici politici della città.

Dopo la morte di San Francesco Papa Gregorio IX, che volle costruire ad Assisi una chiesa speciale dove custodire la salma del Santo, la Basilica, ribattezzò il colle in Colle del Paradiso.